Giovedì 4 ottobre 2001

Domenica 30 Settembre si è svolta al Teatro dei Dioscuri, a Roma, la presentazione del Volume "Nuclear Energy" di Fidel Castro Dìaz Balart, figlio del Leader Cubano, nel quadro delle Manifestazioni organizzate dal Comitato Nazionale per le Celebrazioni del Centenario della nascita di Enrico Fermi assieme alla Accademia Nazionale dei Lincei. Dopo l'introduzione del Professor Carlo Bernardini e la presentazione del Volume da parte del Presidente SOGIN Professor Maurizio Cumo, ha preso la parola l'Ingegner Paolo Fornaciari, Presidente del Comitato Italiano per il Rilancio del Nucleare e Vice Presidente della Associazione Italiana Nucleare. Pubblichiamo il testo integrale dell'intervento

Il libro "Energia Nucleare" di Fidel Castro Diaz-Balart è di facile lettura, chiaro, aggiornato, convincente e sopra tutto giunge tempestivo in un momento in cui di politica energetica, e di energia nucleare in particolare, c'è bisogno di parlare, per informare, spiegare, convincere e acquisire l'indispensabile consenso sociale. Anche se l'autore dice che il Volume non è concepito per specialisti, ma per un più vasto spettro di lettori, restii ad informarsi sulla sostanza e sulle potenzialità dell'energia nucleare, il Volume è interessante anche per gli addetti ai lavori, particolarmente per la descrizione dello sviluppo del nucleare militare e civile nell'ex Unione Sovietica e per la passione e il rammarico che traspare, specie nell'ultimo capitolo, per il mancato completamento della Centrale Nucleare Cubana di Juragua. Degna di nota l'affermazione che "la radioattività è una realtà della vita quotidiana", un fenomeno naturale, scoperto da Becquerell un secolo fa e non è, come talora si dice, qualcosa di nuovo o una diabolica invenzione dell'uomo. 

La radioattività e le radiazioni, dice Fidel Castro jr., esistevano sulla Terra ben prima che la vita emergesse. L'uomo è sempre stato esposto alle radiazioni provenienti dal sole e dallo spazio esterno o a quelle delle sostanze radioattive presenti nella Terra, nelle case, nel cibo, nell'acqua o nell'aria che respiriamo. Il fondo di radioattività naturale è diverso da zona a zona. Da noi, per esempio, è più elevato a Viterb che non ad Aosta, ma non c'è nessuna evidenza, anzi il contrario, che la percentuale di tumori sia superiore laddove la radioattività naturale è maggiore. Il compianto Professor Edoardo Amaldi, illustre Fisico e collaboratore di Enrico Fermi, ricordava che quando il suo gruppo si trasferì dal mitico laboratorio di Via Panisperna alla nuova Sede Universitaria, aveva notato con sorpresa che i "geiger" misuravano un livello di radiazione più elevato. Si scoprì che ciò era dovuto al fatto che le pareti della nuova sede erano costruite con tufo e pozzolana, rocce vulcaniche e naturalmente radioattive.

Prima dell'incidente di Chernobyl, sulle etichette delle bottiglie d'acqua minerale figurava come messaggio pubblicitario, l'espressione "debolmente radioattiva". Del resto il fondo di radioattività naturale in Piazza S. Pietro a Roma (700 mren/anno) è più elevato di quello medio esistente oggi nell'area interdetta di raggio 30 km che circonda la centrale nucleare di Chernobyl, perché il selciato di Piazza S. Pietro è costruito con cubetti di porfido, roccia vulcanica che contiene torio, elemento naturalmente radioattivo. Altrettanto interessante e documentato è il confronto dei rischi e dei decessi dovuti alle varie attività umane. A fronte dei 31 morti di Chernobyl e dei 130 mila evacuati, negli incidenti energetici convenzionali sono morte centinaia e migliaia di persone e decine e centinaia di migliaia (300.000 a Mexico City) sono state evacuate. 

Non è assolutamente vero invece, come alcuni nostri quotidiani hanno riportato, che in Italia siano decedute migliaia e centinaia di migliaia di persone per effetto della nube proveniente da Chernobyl. La maggior dose di radiazione assorbita è risultata infatti pari o inferiore a quella che comunque assorbiamo in un anno per esser la Terra un Pianeta radioattivo.

La preoccupazione della proliferazione militare è stata presente fin dall'inizio dell'era nucleare. L'Autore riporta l'affermazione fatta, a fine 1945, dai Capi di Stato di USA, Regno Unito e Canada sul rischio della proliferazione militare nucleare : "The use of nuclear energy with military purposes depends , to a great se extent, on the some methods

Se persino il figlio di Castro promuove il nucleare
di Paolo Fornaciari

dal quotidiano "L'opinione delle Libertà"

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