CIRN: Perché tornare al nucleare?

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Re: Referendum "antinucleare"

Da: Giorgio Prinzi, Segretario organizzativo del CIRN
Date: 21/04/2003
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Commenti

Vorrei aggiungere una piccola notazione a quanto puntualizzato dal collega Vitagliano. In Italia l'istituto del referendum, in particolare in occasione del cosiddetto referendum sul nucleare, che non era, non è stato e non poteva essere "nucleare si, nucleare no", è stato usato in maniera manipolativa, nel senso di scaricare sull'opinione pubblica fortemente condizionata da una campagna a senso unico, senza che vi fosse stato un neppure formale serio dibattito, la responsabilità di scelte già prese in ristrette cerchie di interesse e di potere, per motivi e considerazioni ben diversi da quelli pubblicamente addotti in sede di promozione del referendum. Tale atteggiamento discriminatorio e unilaterale, al tempo stesso eredità dell'originale manipolazione e "lavaggio del cervello" sull'argomento, che si perpetua, in particolare in coloro (politici o giornalisti) che dovrebbero formare ed educare l'opinione pubblica, come forma di autocensura verso espressioni di un "non politicamente corretto" e come forte condizionamento psicologico, quasi un imperativo categorico morale, al quale non ci si riesce a sottrarre, continuando così a perpetuare, in una sorta di catena psicologica di Sant'Antonio, l'originaria manipolazione a monte del referendum, spacciato successivamente come contro l'opzione nucleare. Le difficoltà con le quale si sta avviando il forum da noi promosso e, soprattutto, il silenzio tombale al quale sono condannate le nostre iniziative e i nostri punti di vista, peraltro corredati di giustificativi oggettivi e verificabili (il riferimento è, ad esempio, alla "Tabella permanente" consultabile in questo sito) sono l'esempio lampante di questa manipolazione subita e della difficoltà di ricondizionare le menti a un corretto modo di affrontare e vedere la questione nucleare.


Aggiornato al giorno  21 April 2003